Oltre ai seminari ...

Oltre ai vari corsi Valter Bredeon Seminars  organizza anche diversi progetti per dare la possibilità ai partecipanti di prepararsi al meglio per il loro futuro con un occhio di riguardo al pianeta su cui viviamo.

Progetto Alimentazione Consapevole

La dieta vegetariana è un’alimentazione vegetariana, ma strutturata in modo tale che l’individuo riceve tutte le quantità necessarie di carboidrati, sostanze grasse, nutrienti, vitamine e proteine naturali (anche senza consumo di carne!).

La dieta vegetariana non è un semplice programma di dieta, in quanto oltre alla perdita di peso e grasso corporeo, mira anche a prevenire o controllare il diabete e il buon funzionamento del cuore (prevenzione delle malattie cardiovascolari).

La cosa importante con qualsiasi programma di dieta – e qui con la dieta vegetariana – è che dovrebbe diventare uno stile di vita e non solo una dieta di 2 o 3 settimane. Naturalmente, questo richiede che questa dieta sia equilibrata e fornisce all’utilizzatore tutte le sostanze nutritive che necessitano di un organismo … e naturalmente non dovrebbe essere una dieta di privazione e di esaurimento dell’organismo!

Secondo recenti indagini i vegetariani risultano più sani non solo perché ci tengono a quello che mangiano, facendo la spesa con discernimento in rivendite di prodotti bio, meglio ancora se km zero, ma perché associano la buona alimentazione a uno stile di vita salutare. Evitare gli stravizi, giusto movimento e praticare il rilassamento, la meditazione e il pensiero positivo controllando, quindi, i livelli di stress, sono altri fattori essenziali per allungarci la vita. "Mens sana in corpore sano" diceva Giovenale.

"Mente sana in corpo sano... e viceversa", è bene specificare. Perchè ci deve essere equilibrio tra mente e corpo per stare bene e vivere una vita al meglio delle nostre potenzialità e di buona qualità. Quindi creare una sinergia e un’alleanza vincente fra loro è fondamentale. Non è solo importante cosa si mangia ma anche come si pensa.

GLI ERRORI PIU’ COMUNI

 

Chi segue una dieta vegetariana commette spesso almeno uno di questi errori:

 

• Consumare troppo latte e formaggi

• Consumare troppa soia in sostituzione della carne

• Consumare troppo pane e pasta raffinati o in generale carboidrati

• Mangiare zuccheri raffinati e grassi idrogenati

• Non seguire una dieta varia

 

L’unica vera controindicazione alla dieta vegetariana è nel caso non si segua un’alimentazione varia e ben equilibrata. L’errore di tanti vegetariani è quello di sostituire carne e pesce con un’eccessiva dose di formaggi oppure di eccedere con l’utilizzo di carboidrati. Questo ovviamente non va bene e può creare squilibri all’interno del corpo, carenze e far aumentare di peso.

Fondata sul principio che ci vogliono 21 giorni per creare o rompere un'abitudine, La dieta dei 22 giorni è un programma vegano che garantisce di perdere per sempre i chili in eccesso - fino a 11 in 22 giorni - e uno stile di vita che, si è dimostrato, aiuta a prevenire i tumori, abbassare il colesterolo, ridurre il rischio di cardiopatie, contrastare l'ipertensione e persino risolvere il diabete. Esperto di nutrizione e salute tra i più acclamati, Marco Borges ha trascorso anni aiutando un folto gruppo di star e atleti a cambiare in modo permanente il fisico e la vita, grazie ai suoi metodi innovativi. Celebrità come Beyoncé, Jay-Z, Jennifer Lopez, Pharrell Williams, Gloria Estefan e Shakira si sono rivolte a lui per ritrovare forma fisica ed energia. Oggi Borges ci rivela il suo programma, con tutti i principi fondamentali e le indicazioni pratiche che permettono di passare a una dieta a base di vegetali. Nel libro troverete strategie di motivazione, informazioni scientifiche, consigli utili per non perdere la retta via, gustose ricette e un dettagliato piano di pasti semplice da seguire. Resetterete mente e corpo, ottenendo impressionanti benefici a cui non vorrete mai più rinunciare.

 

Marco Borges - La Dieta dei 22 Giorni - Sperling & Kupfer

Hai già provato a tenere sotto controllo peso e salute, senza però ottenere i risultati sperati, e sei alla ricerca di una soluzione garantita? Ti stai chiedendo: sarà facile? Mangerò a sufficienza? Neal D. Barnard ha dedicato la sua carriera a mettere a punto un metodo scientifico che garantisca perdita di peso e buona salute: i risultati sono raccolti in questo libro. Come? Con una dieta 100% vegetale, che riduce l'appetito (ma non le porzioni!), con le dritte per scegliere i cibi che placano la fame naturalmente e con facilità; accelera il metabolismo, con i menu giornalieri che fanno bruciare più velocemente le calorie; protegge il cuore e riduce il colesterolo. Con oltre 60 ricette, i consigli per la spesa e le principali tecniche di cottura per mangiare con i grassi giusti e tanto sapore.

 

Neal D. Barnard - Il Programma Kickstart - Sonda

Che altro sarebbe la scelta vegetariana nella nostra società se non un impegno, una resistenza attiva davanti a un mercato fiorente di carni, macelli, cibi veloci, sofferenze distribuite su scaffali come grasso colato?

Jonathan Safran Foer decide di raccontare la sua scelta vegetariana in Se niente importa – Perché mangiamo gli animali? (Guanda, 2010), un viaggio lungo tre anni all’interno dell’industria della carne americana.

Non c’è puzza di moda o di ideologia e c’è spazio (molto) per un racconto che si muove in due direzioni: da una parte l’analisi della storia e delle proprie motivazioni personali, dall’altra una fotografia dello sfruttamento animale, attraverso dati, reportage e numeri sugli allevamenti intensivi d’America. Perché per Safran Foer non mangiare carne è una scelta etica, di non violenza.

Ma il saggio (che è godibile quanto un romanzo) non si ferma qui, anzi dalle motivazioni filosofiche si sposta sul campo. Ci conduce all’interno di nuovi lager, ci mostra la sofferenza, ma soprattutto parla citando dati. E dà i confini a una scelta che all’inizio è tutta pancia e cuore e poi diventa razionalità, descrivendo nei minimi dettagli il prezzo ambientale della dieta onnivora. “La filosofa Elaine Scarry ha osservato che ‘la bellezza si rivela sempre nel particolare’. La crudeltà, invece, preferisce l’astrazione”.

Il compito del libro è anche quello di dare un volto a tanta astrazione, che definisce catena di (s)montaggio: ci sono polli in gabbia, galline ovaiole, fiumi di antibiotici, di cosmetici testati, di pesci pescati per poi esse rigettati (morti) in mare. Il saggio si trasforma allora in un giallo, in una avventura notturna alla scoperta di quei luoghi che producono pezzi di carne ben confezionata e pulita.

Intanto l’8 per cento della popolazione mondiale è vegetariana (in Italia il 5 per cento) e nel 2050 potrebbe crescere fino al 50 per cento. Non sappiamo chi vincerà questa battaglia. Non sappiamo neppure se gli animali in futuro avranno diritti o se sia giusto non ucciderli, privandoci di piatti che rappresentano la nostra storia. Di certo fino a 200 anni fa neppure le donne e gli schiavi avrebbero mai pensato di pesare quanto gli uomini liberi. Solo questo importa.

 

Jonathan Safran Foer - Se Niente Importa - Guanda

Molti di noi inorridiscono al solo pensiero che a tavola ci possano servire carne di cane o di gatto. Il sistema di credenze alla base delle nostre abitudini alimentari si fonda infatti su un paradosso: reagiamo ai diversi tipi di carne perché percepiamo diversamente gli animali da cui essa deriva. In modo inconsapevole abbiamo aderito al carnismo, l'ideologia violenta che ci permette di mangiare la carne solo "perché le cose stanno così". Melanie Joy analizza le motivazioni psicologiche e culturali di questa "dittatura della consuetudine" e della sua pervasività; di come, attraverso la rimozione, la negazione e l'occultamento dell'eccidio di miliardi di animali, il sistema in cui siamo immersi mantiene obnubilate le coscienze, fino a persuaderci che mangiare carne più volte al giorno sia naturale, normale e quindi necessario. Intervistando i vari protagonisti dell'industria della carne, esaminando le cifre dei suoi profitti e dei suoi disastri ambientali, mette in luce gli effetti collaterali sulle "altre" vittime: chi lavora negli allevamenti intensivi e nell'inferno dei mattatoi industriali di ogni latitudine; i consumatori sempre più esposti ai rischi di contaminazioni e insalubrità; l'ambiente stesso, e il nostro futuro sul pianeta.

 

Melanie Joy - Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche - Sonda

 

 

 

 

 

Pasta e zuccheri nemici del cervello

 

 

Negli anni ’80, grazie ad alcune riuscite campagne pubblicitarie, si è diffusa l’idea che lo zucchero fosse un alimento imprescindibile per la salute e per il cervello. Questo concetto si sta letteralmente disgregando alla luce di nuovi studi che sembrano indicare un ruolo causativo degli zuccheri nello sviluppo di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Ne parliamo con la dr.ssa Debora Rasio, dirigente medico presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma che cura per noi la rubrica dedicata all’alimentazione secondo natura.

 

Davvero il potere del marketing è straordinario nel convincerci a considerare sostanze prive di virtù o addirittura tossiche, come desiderabili e benefiche.

Quello dello zucchero è un classico esempio. Un’idea vincente quella di associarlo alla vita e al cervello; peccato che le cose, in realtà non stiano proprio così.

Una dieta ricca in carboidrati, infatti, aumenta di quasi 4 volte il rischio di sviluppare deficit cognitivo, e il pericolo è ancora più elevato se si consumano zuccheri o dolci.

 

Questi i risultati di uno studio, pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease, condotto su  1230 individui di età compresa fra 70 e 89 anni, sottoposti a diversi test per la valutazione delle funzioni cognitive. Nei 4 anni di durata dello studio, i partecipanti che mangiavano più carboidrati avevano 3.6 volte il rischio di sviluppare deficit della memoria, del linguaggio, del pensiero e della capacità di giudicare. Al contrario, quelli le cui diete erano più ricche in grassi o proteine avevano un rischio ridotto del 42 e del 21 percento, rispettivamente, di andare incontro a decadimento cognitivo.

La ragione per cui i carboidrati fanno male al cervello è che, se presenti in eccesso, stimolano troppo l’insulina inducendo insulino-resistenza, ovvero una ridotta sensibilità delle cellule al segnale dell’ormone in grado di far entrare il glucosio nelle cellule. In presenza di insulino-resistenza i neuroni si trovano in deficit di glucosio, una mancanza di energia che li porta a funzionare meno correttamente e ad accumulare difetti.

 

Nello studio, un elevato consumo di acidi grassi mono-insaturi (presenti nell’olio di oliva) e poli-insaturi (presenti nel pesce e nella frutta oleosa) si associa invece ad una riduzione del rischio di declino cognitivo negli anziani.

La composizione della dieta è importante per la salute del cervello: l’eccesso di carboidrati e il deficit di grassi impatta in maniera sfavorevole il funzionamento dei nostri neuroni predisponendoci a deficit cognitivo in età avanzata.

Sappiamo che chi soffre di diabete di tipo 2 ha un rischio raddoppiato di ammalarsi di Alzheimer o di sviluppare altre forme di demenza, e sempre più l’insulino-resistenza risulta coinvolta nella genesi delle malattie neurodegenerative. Non a caso diversi ricercatori hanno coniato per la malattia di Alzheimer il termine “diabete di tipo 3”.

 

Un altro studio, condotto da Agrawal e colleghi, ha valutato l’impatto della dieta sull’apprendimento e sulla memoria. I topi nutriti con un’alimentazione ricca in fruttosio e povera in acidi grassi omega-3 mostrano in breve tempo decadimento della memoria e dell’apprendimento. Da notare che questi deficit sono proporzionali all’intensità dell’insulino-resistenza. Il cervello abbonda di recettori per l’insulina, particolarmente nelle aree coinvolte nei processi cognitivi quali ad esempio l’ippocampo. I ricercatori hanno dimostrato che troppi zuccheri e pochi omega-3 distruggono il signalling dell’insulina nei neuroni ippocampali, con compromissione delle performance cognitive degli animali. Non dimentichiamo poi che l’insulina è un vasodilatatore, in grado di aumentare il flusso di sangue, ovvero di glucosio, a muscoli, cervello e altri tessuti. Questa funzione vasodilatatoria è ridotta in presenza di insulino-resistenza.

Ancora non sono completamente chiariti i molteplici meccanismi attraverso cui l’eccesso di zucchero è in grado di danneggiare il nostro cervello. Nel frattempo però, abbiamo sufficienti dati per preoccuparci del dilagare di un’alimentazione abbondante in farine raffinate e zuccheri, in grado di compromettere non solo la nostra salute mentale, ma anche quella dei nostri bambini.

 

Fonti

Relative intake of macronutrients impacts risk of mild cognitive impairment or dementia. Roberts RO, et al. J Alzheimers Dis. 2012;32(2):329-39.

Hyperglycemia modulates extracellular amyloid-β concentrations and neuronal activity in vivo. Stanley M, et al. J Clin Investig. 2015, 1;125(6):2463-7.

‘Metabolic syndrome’ in the brain: deficiency in omega-3 fatty acid exacerbates dysfunctions in insulin receptor signalling and cognition. Agrawal R, et al. J Physiol. 2012;590:2485–2499.

Dottoressa Debora Rasio

         Nutrizionista presso l’ospedale Sant’Andrea

Università di Roma La Sapienza

dal sito PleinAir.it

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