Seminari sulla QUARTA VIA

Quarta Via

Georges Ivanovič Gurdjieff (Alexandropol, 14 gennaio 1866? – Neully, 29 ottobre 1949) è stato un filosofo, scrittore, esoterista e "maestro di danze" armeno.

Il suo insegnamento combina sufismo e altre tradizioni religiose in un sistema di tecniche psicofisiche che cerca di favorire il superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che condizionano l'essere umano. Definì questo sistema di pensiero "Quarta Via", per distinguerla dalle altre strade di auto-realizzazione.

L'insegnamento fondamentale di Gurdjieff è che la vita umana è vissuta in uno stato di veglia apparente prossimo al sogno. Per trascendere lo stato di sonno (o di sogno) elaborò uno specifico lavoro su sé stessi al fine di ottenere un livello superiore di vitalità e consapevolezza. La Quarta Via è un particolare metodo eminentemente pratico per lo sviluppo delle potenzialità dell`essere umano attraverso la conoscenza di sè, che non si presenta come una dottrina astratta bensì richiede un`applicazione concreta dei suoi principi al vissuto quotidiano di chiunque intenda seguirla.

 

 


George I. Gurdjieff e la Quarta Via

 

“A coloro che si interessavano di queste cose, era noto da diversi anni che sarebbe arrivato in Occidente un maestro straordinario nella persona di un uomo che si reputava avesse avuto accesso a fonti di conoscenza negate ad ogni precedente esploratore occidentale”

 

Così scriveva John G. Bennett, personaggio di molteplice ingegno (ingegnere, filosofo, matematico, linguista e a sua volta ricercatore e insegnante di metodi per la conoscenza di se stessi, tra i quali quelli della Quarta Via),  nel 1949, quando il suo maestro George Ivanovitch Gurdjieff,  ormai ottantatreenne, era prossimo alla morte.

  

“Che egli sia un uomo di grande conoscenza e anche di grandi poteri non può esser messo in dubbio da chiunque vi sia entrato in contatto personalmente. La sua evidente prontezza nel soccorrere i bisogni fisici e nondimeno quelli spirituali di coloro che si recano da lui per essere aiutati è sufficientemente comprovato dall’amore nei confronti dei suoi seguaci. 

La sua forza nelle più estreme sofferenze fisiche e la sua indifferenza verso le condizioni esterne della vita -  spesso dolorose sotto ogni punto di vista - sono indicazioni di una forza interiore che comunque può essere percepita in ogni cosa che faccia. Più di questo non v’è bisogno di dire al momento presente”.

 

Nato nel Caucaso intorno al 1866 (nell’odierna Russia) da un’antica famiglia greca emigrata più di cento anni fa dalle colonie greche dell’Asia Minore, Gurdjieff ebbe l’opportunità di incontrare uomini straordinari dai quali acquisì la convinzione che qualcosa di vitale importanza mancava nella considerazione dell’uomo e del mondo nella letteratura e nella scienza europee. Era stato indirizzato agli studi di medicina e di teologia, ma l’insoddisfazione che provava per i limiti di quel tipo di educazione lo condusse a cercare altrove e per proprio conto. Con un gruppo di “cercatori della verità” viaggiò per molti anni attraverso l’Africa, l’Asia e l’Estremo Oriente, raggiungendo luoghi la cui esistenza è insospettabile anche per i più accurati esploratori. Dove realmente riuscì a spingersi non è possibile dirlo, e anche quel che lui stesso rivela nel volume “Incontri con Uomini Straordinari” è velato a tal punto da metafore che le vaghe coordinate geografiche risultano impenetrabili. Nel 1922 fondò l’Istituto per lo Sviluppo Armonioso dell’Uomo al Castello del Prieuré di Fontaineblau, nei pressi di Parigi. Qui il “lavoro su se stessi” da lui proposto prese una pianta stabile attirando, tra gli altri, diversi intellettuali e artisti europei. Organizzò una vera e propria comunità indipendente con coltivazioni, animali, svariate attività lavorative e speciali classi di esercizi per la “trasformazione delle energie” che consistevano nei famosi “movimenti” tratti da danze sacre e in conferenze sugli aspetti teorici del “lavoro”.

Quarta Via BASIC - Introduzione all'Evoluzione Interiore

Comincia a svegliarti dal sonno. Apri gli occhi.

Un seminario destinato alle persone che cercano un significato più profondo della propria vita. Oltre le apparenze, oltre la confusione mentale, oltre il bagaglio di credenze accumulate, oltre le influenze sociali. In viaggio verso la scoperta della nostra parte più essenziale e vera.

In sintonia con l'Insegnamento trasmesso da G.I.Gurdjieff e del suo allievo P.D.Ouspensky noto sotto il termine di "Quarta Via", una introduzione basilare della dottrina e delle prime pratiche per iniziare correttamente questo faticoso ma affascinante viaggio.

                     

"Cercherò di darvi alcuni esempi di come dovrebbe cominciare lo studio di noi stessi. Abbiamo già parlato del mentire e io ho dato una possibile definizione della psicologia come studio del mentire. Quindi una delle prime cose, e tra le più importanti per voi da osservare, è il mentire. Le nostre illusioni, convinzioni errate, punti di vista sbagliati e così via sono molto simili al mentire. Tutte queste debbono essere studiate perché, finché non cominciamo a comprendere le nostre illusioni, non potremo mai vedere la verità. In ogni cosa dobbiamo fin dal principio separare le nostre illusioni dai fatti. Soltanto allora sarà possibile vedere se possiamo realmente apprendere qualcosa di nuovo."

P.D.Ouspensky 

 

 

Argomenti trattati nel Seminario:

 

01 - L'Essere Umano

 

02 - La Linea Orizzontale (spazio/tempo)

 

03 - La Linea Verticale (I Livelli dell'Essere)

 

04 - Lo Scopo delle Vita

 

05 - Che cos'è l'Evoluzione Interiore

 

06 - Le Influenze

 

07 - I Livelli di Coscienza

 

08 - La Prigione

 

09 - L'Attenzione e lo Studio di Sé

 

10 - L'Identificazione



L'Uomo Numero Quattro Seminar

Una delle più importanti e più difficili illusioni da debellare è la nostra convinzione di poter 'fare'. Cercate di comprendere ciò che questo significa. Noi pensiamo di fare un piano, di decidere, di cominciare e finire ciò che ci pare, ma il sistema spiega che l'uomo 1, 2 e 3 non può 'fare', non può far nulla, ogni cosa gli accade. Ciò può parer strano, particolarmente ora che ognuno pensa di poter far qualcosa. Ma, poco a poco, comprenderete come parecchie cose che siamo abituati a dire sull'uomo in generale potrebbero essere vere soltanto se dette sull'uomo di livello superiore e che non si applicano all'uomo del nostro basso livello. Se dite che l'uomo può 'fare', ciò sarebbe giusto nei riguardi dell'uomo n. 7 o n. 6. Persino l'uomo n. 5 può fare qualcosa in confronto a noi, ma noi non possiamo far nulla. Potreste dire anche che pensate che l'uomo ha consapevolezza. Ciò sarebbe giusto in relazione all'uomo n. 5 ' 6 o 7, cominciando dal n. 5; e se voi diceste che l'uomo ha coscienza, ciò sarebbe giusto in relazione all'uomo n. 4, ma non in relazione all'uomo n. 1, 2 e 3. Dobbiamo cominciare a distinguere a quale categoria di uomo si riferiscono le cose, perché alcune cose sono giuste in relazione ad una categoria ma errate in relazione ad un'altra.

 

È  importantissimo comprendere che l'uomo non può 'fare' perché questa è la base della nostra visione di noi stessi, e persino quando diveniamo delusi di noi stessi pensiamo che altre persone possano 'fare'. Non possiamo accettare completamente e pienamente che le cose accadano meccanicamente e che nessuno gli dia una spinta. Da principio è difficile vedere ciò su grande scala, ma lo vedrete prestissimo in voi stessi. Nello studio di voi stessi, se cercate di fare determinate cose che generalmente non fate, per esempio se cercate di ricordare voi stessi, se cercate di essere consci di voi stessi, allora vedrete prestissimo se potete 'fare' qualcosa o no. E, nella maggioranza dei casi, vi accorge­rete di non poterla fare.

 

  • La meccanicità dell'essere umano
  • Cosa lo mantiene nello stato di sonno
  • Attenzione attiva e meccanica
  • Gli stati emozionali
  • L'Uomo N° 4
  • Chi sono io?
  • La Scala dell'Essere
  • Che cos'è il Lavoro su se stessi
  • La perdita di forza

 

Queste sono alcune delle tematiche trattate nel seminario con una prospettiva completamente operativa e concreta. Nell'iniziare a vedere cosa possiamo realmente fare. Perchè è in questo piccolissimo fare la nostra possibilità di evasione dalla prigione mentale in cui ci troviamo tutti i giorni.

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